martedì 10 marzo 2020

Alcuni consigli per il tuo benessere psicologico

In questo momento storico, le misure di sicurezza decise dal Governo italiano per evitare la diffusione del contagio del Coronavirus, impongono e invitano a stare a casa.
In una società frenetica come quella attuale, è di per sé difficile stare “fermi”… ed è proprio quando si sta fermi che i pensieri e le emozioni si fanno sentire.
In questo momento avere paura è normale, accogliamo questa emozione e facciamo sì che ci guidi nell’attuale la buona prassi dei comportamenti che ci vengono richiesti, di tutela verso tutti.
La percezione del rischio è soggettiva, tuttavia in questo momento è fondamentale affidarsi alle fonti ufficiali che ci guidano nei comportamenti da attuare.



Come puoi affrontare al meglio l’emergenza, anche per il tuo benessere psicologico?
·Rimodula le tue abitudini rispettando le misure del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 e 9 marzo, mantenendo le attività di cura di te;
·Informati dalle fonti attendibili, evitando così di alimentare paure dettate da notizie non veritiere:
Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
Dipartimento Nazionale di Protezione Civile: http://www.protezionecivile.gov.it/home
·Limita la ricerca di informazioni a momenti limitati della giornata;
·Coltiva le relazioni anche a distanza;
·Fai sentire la tua vicinanza alle persone care, in particolare a quelle più fragili come gli anziani, bambini, evitando che siano bombardati da notizie e informazioni che non possano comprendere: è importante utilizzare una giusta comunicazione;
·I bambini percepiscono l’ansia dei genitori, è importante siano informati con un linguaggio adeguato e comprensibile per loro: essere evasivi alimenta solo paure infondate;

·Dedica del tempo ad attività rilassanti (lettura, film, musica, attività manuali).










E ricorda…quando non puoi raggiungere fisicamente un luogo, la fantasia e l’immaginazione ti può portare ovunque, quindi fermati, chiudi gli occhi e immagina di stare in un luogo tranquillo in cui ti senti a tuo agio…e respira quel momento.



Dott.ssa Laura Camastra

giovedì 12 settembre 2019

Costruiamo un ponte tra casa e scuola


Verrà presentato il nuovo progetto rivolto a genitori di bambini di età compresa dai 0-3 anni e agli educatori. L'incontro sarà tenuto dalla Pedagogista Giovanna Busto e dalla Psicoterapeuta Laura Camastra che spiegheranno la struttura del progetto e i suoi obiettivi.
"Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente”. Maria Montessori

Dott.ssa Laura Camastra e Dott.ssa Giovanna Busto




giovedì 11 aprile 2019

ALLENARE LE ABILITA’ MENTALI: DAL MENTAL TRAINING AL MAC APPROACH



Rafael Nadal, campione di tennis, afferma: «il 90% del mio gioco è mentale. È la mia concentrazione che mi ha portato così lontano». Questa frasi riporta l’attenzione sul fondamentale aspetto dell’allenamento mentale nello sport, oramai riconosciuto in psicologia dello sport e nell’ambiente sportivo.
Cosa significa allenarsi mentalmente? Il mental training è un insieme di strategie che intende aiutare gli atleti ad acquisire ed a mettere in pratica le abilità psico-fisiologiche utili al miglioramento delle prestazioni in allenamento e in gara.
Un livello avanzato di allenamento mentale segue l’approccio Mindfulness-Acceptance-Commitment (MAC), mirato al miglioramento della prestazione e in generale del benessere psicologico dell’atleta. Si differenzia dalle strategie più tradizionali poiché promuove un’attenzione consapevole sul presente, sottolineando l’importanza di un’accettazione delle proprie esperienze interne. Altri approcci sono orientati sul controllo dei pensieri, delle emozioni e sull’eliminazione gli stati negativi.
Il MAC è un protocollo di intervento che utilizza pratiche di mindfulness  congiunte ad aspetti psico-educativi e tecniche esperienziali tratte principalmente dall’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Il protocollo è suddiviso in 7 moduli, o unità di apprendimento che seguono un ordine gerarchico poiché è  necessario che l’atleta abbia padronanza di un modulo per poter passare al successivo.

Il MAC è stato ideato secondo tre obiettivi:
1.     La meta-consapevolezza (meta-awareness), ovvero una maggior consapevolezza nel momento presente rispetto agli stimoli interni ed esterni (pensieri, emozioni, sensazioni, eventi, situazioni…);
2.     L’incremento dell’attenzione, intesa come la capacità di dirigere e mantenere il focus attentivo nei confronti degli stimoli rilevanti per il compito;
3.     del decentramento/defusione, la capacità di osservare con distacco i propri pensieri, emozioni e sensazioni come eventi passeggeri, i quali forniscono informazioni ma ai quali non è strettamente necessario reagire o tentare di controllarli.

Tali obiettivi sono finalizzati in generale al benessere dell’atleta e allo stabilirsi di specifici meccanismi d’azione fondamentale per il raggiungimento di una prestazione ottimale. Nello specifico, infatti, il protocollo punta ad incrementare la regolazione emotiva (non il controllo emotivo) tramite l’accettazione e il decentramento, ad accrescere il funzionamento esecutivo attraverso una maggior consapevolezza e attenzione, a favorire un comportamento impegnato, indirizzato al compito, al servizio di obiettivi e valori personali.

Dott.ssa Laura Camastra






Riferimenti bibliografici
Cei Alberto (1998). Psicologia dello Sport. Ed. Il Mulino.

Gardner F.L. e Moore Z.E. (2006). Clinical Sport Psycology. Human Kinetics.

Zella E. Moore, Journal of Clinical Sports Psychology, 2009, 4, 291-302. Theoretical and Empirical Developments of the Mindfulness-Acceptance-Commitment (MAC) Approach to Performance Enhancement.


lunedì 4 marzo 2019

Il Carnevale "Diver-giocando"




Tra giochi, maschere e divertimento, si festeggia il Carnevale!!

Dott.ssa Laura Camastra e Dott.ssa Giovanna Busto

venerdì 4 gennaio 2019

Il Natale "Diver-Giocando.."



Si è svolto così il Natale con i bambini del progetto "Diver-giocando", tra attività che stimolano l'apprendimento, la creatività e lo spirito natalizio.
Si è concluso con la tombolata insieme ai ragazzi di Fiorire Comunque e dell'Associazione cattolica del Salvatore, al fine del raggiungimento del più grande obiettivo: l'inclusione.

Dott.ssa Laura Camastra e Dott.ssa Giovanna Busto

giovedì 13 dicembre 2018

SPORT E DISABILITA’: DAR VALORE ALLA PROPRIA PERSONA

direct link: http://www.psicologibase.it/articoli-di-psicologia-dello-sport




Lo sport è un potente strumento educativo e di crescita personale. Permette di lavorare su tutte le abilità: dalle funzioni cognitive a quelle emotive-affettive, corporee, organiche, sociali.
Permette di sviluppare quelle che sono definite life skills come: porsi degli obiettivi, assumersi la responsabilità delle proprie azioni, saper comunicare, controllare le emozioni gestendo lo stress, prendere decisioni, saper organizzare il proprio tempo, imparare a rispettare le regole.
Lo sport ha il vantaggio di essere divertente, di far sperimentare a chi lo pratica aspetti ludici e offre la possibilità di crescita in un contesto protetto, lavorando sul senso di autoefficacia.
L’autoefficacia è quella convinzione dell’individuo di possedere le capacità di eseguire un certo comportamento finalizzato a produrre un dato esito, obiettivo.
Insito in ogni uomo c’è la spinta innata alla soddisfazione dei propri bisogni, partendo da quelli fisiologici, per arrivare a quelli di sicurezza, di appartenenza, di stima, fino a raggiungere quelli di auto-realizzazione. Per sentirsi realizzati si ha il bisogno di sentirsi efficaci, che non significa vincere sempre in ogni attività che si fa, ma significa credere in sé e in quello che si fa.
Tutto questo detto fino ad ora ha valore per qualsiasi persona, assume una connotazione ancora più forte se si parla di persone con disabilità.  Il Comitato Paralimpico Internazionale dello Sport, ha definito l’empowerment come un tema di ricerca prioritario all’interno del settore della disabilità sportiva. Esso fa riferimento al “processo attraverso il quale gli individui sviluppano le competenze e le capacità di ottenere il controllo sulla propria vita e di intervenire per migliorare la loro situazione di vita”.
Per chi ha una disabilità sono tanti gli aspetti che incidono sulla propria immagine di sé, sia corporea che emotiva. Anche vivere il contesto sociale non è sempre così scontato e facilmente raggiungibile; spesso c’è un’inibizione nel vivere un gruppo, un contesto sociale per paura di sentirsi o essere percepiti diversi.
L’attività sportiva può rappresentare un ponte rispetto al sentirsi adeguati ed efficaci, può permettere la conoscenza di sé, delle proprie abilità e capacità espressive. Aiuta a sviluppare le proprie potenzialità, partendo da ciò che ogni persona già sa fare, per far venire fuori le risorse che ognuno ha dentro di sé e di cui a volte, fino a quando non si fa esperienza, non si ha neanche conoscenza.
In un’ottica di empowerment, dunque, lo sport permette di ampliare il proprio potere personale che consente di uscire da una situazione di difficoltà e dipendenza e di passare dalla logica del bisogno e della necessità a quella della vita come possibilità.


«Se è vero che l’essere umano vive immerso in un sistema di reti sociali, allora si può sostenere che il lavoro di squadra è l’essenza della vita. Infatti ogni persona si sviluppa e si autorealizza solo se impara, in accordo con i tempi, individualità, a essere parte attiva di questo corpo sociale, costituito dall’ambiente in cui vive.»
Alberto Cei


Dott.ssa Laura Camastra

sabato 8 dicembre 2018

Progetto "Diver-giocando"...Giocare con il proprio corpo per una maggiore consapevolezza di sé.


Il corpo e la mente non sono facilmente separabili, eppure a volte ce ne dimentichiamo. Il sé corporeo è un concetto che riguarda la percezione che si ha del proprio corpo, la rappresentazione interna che ne deriva. In un'ottica di benessere psico-fisico e di crescita personale, è fondamentale sperimentarsi e conoscersi partendo proprio dal corpo.

Dott.ssa Laura Camastra e Dott.ssa Giovanna Busto

LA LEGGEREZZA NEL GIOCO: DAI SPAZIO ALLA TUA PARTE BAMBINA

  Dentro ogni persona c’è una parte bambina. Anche tu sei stato bambino e dentro di te questa parte esiste ancora. Penso alla parte “bam...