mercoledì 29 novembre 2017

ESSERE “ONLINE”….con se’ stessi

Laboratorio esperienziale per ragazzi dai 10 ai 13 anni



Nell’era del virtuale, è importante concedere ai ragazzi uno spazio protetto in cui potersi sperimentare in modo reale e autentico.

Attraverso la bioenergetica e le fantasie guidate, i ragazzi potranno avvicinarsi a sè stessi, alle proprie emozioni mediante il libero movimento, la musica, il gioco e il rilassamento.

Gli obiettivi nello specifico sono:
·        Esprimersi sviluppando una maggiore consapevolezza;
·        Vivere uno stato di benessere e rilassamento;
·        Recuperare le proprie energie;
·        Liberarsi da tensioni emotive e muscolari;
·        Stimolare la fantasia.

L’incontro sarà tenuto dalla Dott.ssa Laura Camastra, sabato 2 dicembre dalle 18 alle 19.30.

PER INFO E PRENOTAZIONE

Dott.ssa Giovanna Busto Cell. 3471234568.

CURIOSANDO SULLA BIOENERGETICA



Cos'è la Bioenergetica?
Partendo dal presupposto che mente e corpo sono strettamente ricollegate, con la teoria Bioenergetica di Lowen (1958), si afferma che l’uomo è il suo corpo e si studia la personalità attraverso esso, in termini di processi energetici. I processi energetici, cioè la produzione di energia attraverso la respirazione e il metabolismo e la scarica di energia del movimento, sono le funzioni basilari della vita.
Le situazioni della vita si affrontano in base all’energia che si ha a disposizione e dalla possibilità di tradurla liberamente nel movimento e nell’espressione.
La bioenergetica pone, infatti, importanza alla respirazione e al grounding.
Il grounding è l’esercizio di base, venuto fuori durante la psicoterapia dello stesso Lowen col suo maestro Reich, poiché sentiva la necessità di un lavoro più radicale sulle gambe.
Il radicamento, infatti, permette di sperimentare un contatto più profondo col suolo, concetto che riporta più profondamente ad essere più vicini alle proprie radici. Le radici sono, quindi, sia quelle corporee individuali nelle gambe e nei piedi, sia quelle psichiche che rimandano al proprio equilibrio interiore; affondare le radici a terra nel qui ed ora.


COS’E’ LA CLASSE DI ESERCIZI DI BIOENERGETICA
E’ un’esperienza di lavoro corporeo, in gruppo, in cui i partecipanti hanno la possibilità di sperimentarsi in uno spazio protetto, entrando in contatto col proprio corpo attraverso il movimento, il respiro, quindi l’ascolto di sé.
Non è psicoterapia, nessuno è tenuto a raccontare vissuti personali, ma può eventualmente condividere le sensazioni che emergeranno dal corpo, durante l’esperienza.
E’ quindi uno strumento che permette di lavorare sulla consapevolezza corporea, sul respiro e sulle tensioni muscolari, in un’ottica di benessere personale.

 Dott.ssa Laura Camastra 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Alexander Lowen, (dodicesima edizione 2014). Bioenergetica.

Alexander Lowen, (1984). Il piacere. Un approccio creativo alla vita. Casa editrice Astrolabio.

sabato 14 ottobre 2017

LA COMUNICAZIONE EFFICACE NELLO SPORT: linee guida per gli allenatori




“Non si può non comunicare” e nell’era dei social non è mai stato così evidente.
La parola “comunicare” significa letteralmente “rendere comune”, “partecipare”.
Le teorie emozionalistiche evidenziano gli aspetti emotivi e di relazione alla base della comunicazione: ogni comunicazione trasmette emozioni.
Per questo gli strumenti principali di lavoro per un coach sono: una comunicazione efficace, e la capacità di saper ascoltare, ossia comprendere l’altro anche nei suoi significati emozionali. In un contesto sportivo, in particolare per quanto riguarda la comunicazione tra allenatori e atleti, è fondamentale che il tecnico sia consapevole delle sue capacità di ascolto. Alcuni allenatori tendono a diventare impaziente quando ascoltano i loro atleti, altri si lasciano influenzare troppo dalle loro reazioni senza spesso coglierne la semplice esigenza di sfogo della tensione.
Per questo uno degli obiettivi di un allenatore è quello della registrazione emozionale degli atleti e dello staff.   Per farlo, deve: permettere agli atleti di esprimersi liberamente, porre dei limiti alla fase di ascolto (per evitare che non diventi un comodo alibi per non cambiare), restituire i contenuti emozionali (es. sei arrabbiato, stanco, deluso…), ridefinire le percezioni disfunzionali (es. Calciatore: “Non mi han passato la palla perché pensano che non sia bravo” allenatore: “Non ti han passato la palla perché non ti hanno visto, hanno sbagliato…”).
Per la comunicazione efficace le linee guida si possono riassumere in questo modo:
1.      ESSERE DIRETTI E CHIARI: esprimere il contenuto del messaggio in maniera affermativa, con frasi brevi e al presente (ad es. meglio dire “l’esercizio va fatto così…” invece di dire “l’esercizio non va fatto...”;
2.      ESSERE COMPLETI E SPECIFICI: fornire osservazioni, istruzioni, evitando di generalizzare (ad es. con frasi “fai sempre lo stesso errore”, ecc.);
3.      ESSERE FOCALIZZATI: dare poche informazioni essenziali, dando feedback immediati (ad es. appena si finisce un esercizio);
4.      ESSERE INCORAGGIANTI: i messaggi devono avere sempre l’obiettivo di sostenere e incrementare l’impegno dei giocatori (es. dando feedback positivi come “ben fatto!” oppure “ti sei impegnato molto, ecc.”);
5.      ESSERE COERENTI DAL PUNTO DI VISTA VERBALE E NON VERBALE: il linguaggio del corpo deve andare di pari passo con quello verbale (es. se voglio incoraggiare gli atleti, dovrò utilizzare un timbro alto della voce per trasmettere energia);
7.      ESPRIMERSI IN MODO APPROPRIATO AI LIVELLI DI CONOSCENZA E DI ESPERIENZA DELL’ATLETA/SQUADRA: adeguare il linguaggio al contesto (non esprimersi come uno scienziato, ma in modo semplice e adeguato).
8.      VERIFICARE CHE IL MESSAGGIO SIA STATO COMPRESO (ad es. chiedendo conferma agli atleti stessi rispetto alla comprensione del messaggio).


Dr.ssa Laura Camastra

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
Claudio Mantovani (a cura di). Insegnare per allenare. Metodologia dell'insegnamento, (2017). Edizioni Scuola dello Sport.
Roman Jakobson, (1961). Linguistica e teoria della comunicazione.


sabato 9 settembre 2017

COME SCEGLIERE LO SPORT PER NOSTRO FIGLIO



Direct link:

Alla base delle attività sportive, c’è il gioco nelle sue più ampie sfaccettature; dagli aspetti più ludici, di abilità motorie, a quelli di relazione, per questo ha una grande importanza per la crescita e questo è riconosciuto sin dall’antichità.
Soprattutto nei primi approcci allo sport, il bambino dovrebbe sperimentarsi nel divertimento, che in genere è alla base della motivazione che lo spinge nel proseguire un’attività sportiva piuttosto che un’altra.
In una società sempre più improntata verso la tecnologia, quindi ai giochi virtuali, bisognerebbe non perdere di vista quelle che invece sono le potenzialità del gioco, dello sport praticato. 
L’attività motoria rappresenta infatti uno strumento didattico, educativo e formativo poiché permette di apprendere dal vissuto e di confrontarsi con i pari, quindi fondamentale è anche l’aspetto di relazione. Attraverso lo sport il bambino e il ragazzo hanno la possibilità di conoscere meglio se stessi nel suo funzionamento offrendo loro opportunità di registrazione emotiva, come ci insegna la teoria dell’arrangiamento. 
Nella scelta dello sport, sono tanti i fattori che possono influire, tra cui quelli più pratici (spostamenti, soldi, ecc.), ma sarebbe utile per il benessere dei nostri figli, cercare quello che lo fa stare meglio, da un punto divista sia fisico che emotivo, permettendogli di sviluppare il suo potenziale. Carl Rogers, psicologo statunitense, parlava di capacità innate di autorealizzazione e autoregolazione, quindi, ogni uomo avrebbe una spinta innata nell’utilizzare le proprie risorse orientandosi a realizzare sé se stessi.
In quest’ottica il genitore dovrebbe cercare di scegliere lo sport più adatto al proprio figlio, in base alla sua e a ciò che gli permetterebbe di sviluppare il suo potenziale.
La teoria dell’arrangiamento, infatti, si basa proprio sul principio che ognuno ha delle potenzialità e risorse che vanno “arrangiate” in modo da permettere di sintonizzarsi al meglio con la propria emotività, rispetto al contesto e alla situazione che si vive (R. Unterrichter, 2017). 
Lo sport, può essere considerato una buona “palestra di arrangiamento” perché permette al bambino di sperimentarsi in un contesto protetto. 
Per quanto riguarda poi l’utilità del praticare attività sportiva, nello specifico delle abilità motorie, rispetto ad alcuni sport comuni sono:
Atletica leggera: stimola la capacità di concentrazione e la forza
Ginnastica: migliora il controllo spaziale del corpo, l’agilità; è propedeutica per tutti gli sport, stimola la concentrazione e la creatività.
Arti marziali: aumentano agilità e destrezza, oltre che le capacità di controllo;
Basket: favorisce l’agilità, la prontezza di riflessi, la coordinazione oculo-manuale, oltre ad aumentare la resistenza;
Pallavolo: stimola le capacità di coordinazione, di orientamento, di reazione, oltre a permettere un maggiore confronto e relazione in quanto sport di squadra;
Calcio: Stimola le capacità aerobiche e di coordinazione, aumenta la concentrazione, migliora la precisione.



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
Claudio Mantovani (a cura di), Edizioni SDS, CONI (2016). Insegnare per allenare. Metodologia dell’insegnamento sportivo

Richard Eugen Unterrichter, Cleup (2017). Mi aggiorno o mi adatto. Vivere felici è un gioco basta conoscere le regole.

Dr.ssa Laura Camastra

LA LEGGEREZZA NEL GIOCO: DAI SPAZIO ALLA TUA PARTE BAMBINA

  Dentro ogni persona c’è una parte bambina. Anche tu sei stato bambino e dentro di te questa parte esiste ancora. Penso alla parte “bam...